L'Edificio Rialto riporta in sala VAMPIR-CUADECUC, il film sperimentale diretto da Pere Portabella nel 1970. Quest'opera, girata in bianco e nero, si basa sul materiale girato per El Conde Drácula (1970) di Jesús Franco, ma Portabella lo trasforma in un saggio cinematografico che sfida la narrativa tradizionale del genere horror.
Cos'è VAMPIR-CUADECUC
VAMPIR-CUADECUC non è un semplice making-of, ma un intervento radicale sul materiale originale. Portabella elimina il colore, sostituisce la colonna sonora e ristruttura le immagini per creare una riflessione sul cinema, il potere e la rappresentazione. Il film, della durata di 66 minuti, è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes nel 1971 ed è diventato un punto di riferimento del cinema sperimentale spagnolo. Il titolo —cuadecuc significa "coda di verme" in catalano— allude all'idea di un'appendice o di una versione alternativa, come se fosse l'ombra del film di Franco.
Cast
Anche se il film utilizza immagini delle riprese di El Conde Drácula, il cast di quella produzione commerciale appare in VAMPIR-CUADECUC come parte del materiale di base. Tra gli interpreti spiccano:
- Christopher Lee (Drácula).
- Klaus Kinski (Renfield).
- Herbert Lom (Van Helsing).
- Soledad Miranda (Lucy Westenra).
- Fred Williams (Jonathan Harker).
- María Rohm (Mina Harker).
Orari e presentazione
Il film verrà proiettato in due sessioni:
- 15 ottobre 2026 alle 20:00: con presentazione a cura di Ramón Alfonso, critico cinematografico dell'Institut Valencià de Cultura.
- 18 ottobre 2026 alle 18:00: proiezione senza presentazione.
L'ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Contesto e stile
VAMPIR-CUADECUC è considerata un'opera fondamentale per comprendere la transizione del cinema spagnolo verso proposte più sperimentali. Portabella, noto per il suo impegno nel cinema d'autore, utilizza questo film per mettere in discussione i limiti del genere e dell'industria cinematografica. L'assenza di dialoghi, l'uso del bianco e nero e la colonna sonora minimalista rafforzano il suo carattere di opera d'arte visiva, piuttosto che di film convenzionale.




