Cosa propone la mostra
«Todo lo sólido se desvanece en el aire» è una mostra collettiva curata da Diana Padrón che affronta la crisi della stabilità nell'era digitale. Prendendo come punto di partenza la città di Valencia, esplora temi come il telelavoro, la precarietà lavorativa e la logica multitasking attraverso opere di otto artisti nazionali e internazionali. I formati includono fotografia, scultura, installazione, video e arte sonora, con opere che mettono in discussione il rapporto tra fisico e virtuale.
Chi partecipa
L'esposizione riunisce María Alcaide, Pablo Capitán del Río, Denis Darzacq, Natalia Domínguez, Miquel García, Cristina Garrido, Laura Llaneli, Lemos and Lehmann e Lorenzo Sandoval. Spicca l'opera Hyper 1 (2007-2010) di Darzacq, una serie fotografica che cattura corpi in sospensione, metafora dell'adattamento forzato a ambienti lavorativi in continua trasformazione. Secondo il Consorci de Museus, gli artisti selezionati rappresentano «la ricerca artistica contemporanea in dialogo con l'urbano».
Orari e accesso
La mostra occupa la Sala 2 del Centre del Carme ed è visitabile fino al 13 dicembre 2026. L'ingresso è gratuito. Consulta come arrivare sulla scheda del Centre del Carme Cultura Contemporània.
Contesto e curatela
La mostra parte dalla premessa del filosofo Marshall Berman sulla modernità come «tutto ciò che è solido svanisce nell'aria» per analizzare come la virtualità e l'economia gig abbiano ridefinito lo spazio domestico e lavorativo. La curatela di Diana Padrón collega queste riflessioni a Valencia, presentata come caso di studio in opere che uniscono ricerca artistica e critica sociale.




