Una conversazione sui limiti del cinema
Il 29 settembre 2026, CaixaForum València riunisce due voci di spicco del panorama culturale per riflettere su cinema, memoria e i confini della creazione audiovisiva. La regista Lucrecia Martel, nota per film come La ciénaga, La mujer sin cabeza e Zama, e la giornalista Noelia Ramírez, coautrice del podcast Amiga date cuenta e del saggio Nadie me esperaba aquí, saranno protagoniste del dialogo Quan comença i quan acaba una pel·lícula?.
La sessione inizierà alle 18:30 e si articolerà in due parti. Martel aprirà l’incontro con un intervento in cui esplorerà domande chiave: quando inizia e finisce davvero un film? Durante le riprese, il montaggio o nello sguardo dello spettatore? La regista argentina, la cui opera è stata riconosciuta da istituzioni come il MoMA, Harvard e il Centre Pompidou, affronterà anche il ruolo degli archivi come spazi di memoria e reinterpretazione, oltre a ciò che rimane fuori campo nella creazione cinematografica.
Dopo il suo intervento, Martel dialogherà con Noelia Ramírez, giornalista culturale de El País e autrice specializzata in temi di identità e classe. Insieme, analizzeranno come il cinema costruisce narrazioni e quale impronta lascia nel tempo.
L’evento fa parte della programmazione culturale di CaixaForum València. I biglietti, al prezzo di 6 €, sono esauriti. Per maggiori dettagli sul luogo, visita la scheda di CaixaForum València.
Contesto: l’opera di Lucrecia Martel
Lucrecia Martel è una delle registe più influenti del cinema contemporaneo. La sua filmografia, caratterizzata da uno sguardo critico e poetico su temi come il potere, la percezione e la memoria, è stata proiettata in alcuni dei festival e musei più importanti al mondo. Nel 2025 ha pubblicato Un destino común. Intervenciones públicas y conversaciones (Editorial Caja Negra), un libro che raccoglie le sue riflessioni su cinema e società.
Noelia Ramírez, invece, porta una prospettiva giornalistica e letteraria al dialogo. Il suo lavoro su El País e il saggio Nadie me esperaba aquí —sul declassamento e l’identità— arricchiscono il dibattito con uno sguardo centrato sulle storie personali e collettive.





