Una retrospettiva di impegno sociale e memoria visiva
La Fundació Chirivella Soriano presenta «Corpi in fuga, paesaggi di barbarie», una mostra personale di Isabel Oliver (Valencia, 1946) che ripercorre oltre cinque decenni di creazione artistica. Curata dal Consorci de Museus de la Comunitat Valenciana e dalla stessa fondazione, l’esposizione riunisce sei delle sue serie più significative: La donna, Paesaggi Pop, Di professione il lavoro domestico, Passeggiate al museo, La mercificazione dell’arte e Sequenze del Mediterraneo. Queste opere, create tra gli anni ’70 e oggi, riflettono un linguaggio pittorico in cui la potenza visiva si intreccia con una critica sociale incisiva.
Tematiche: violenza, migrazione e rilettura della tradizione
Oliver affronta nelle sue tele questioni come la violazione dei diritti umani, la crisi migratoria o la rappresentazione della donna nella società. Serie come Passeggiate al museo reinterpretano la tradizione pittorica occidentale — con riferimenti a Tiziano o Rubens — da una prospettiva contemporanea, mentre Sequenze del Mediterraneo pone l’accento sulla memoria storica e sui conflitti attuali. La sua partecipazione alla mostra The World Goes Pop (2015-2016) alla Tate Modern di Londra ha consolidato la sua proiezione internazionale, e oggi le sue opere fanno parte di collezioni come il Museo Reina Sofía, l’IVAM o la Collezione della Banca di Spagna.
Isabel Oliver: artista e docente
Formatasi presso la Scuola di Belle Arti di San Carlos e docente di pittura presso l’Universitat Politècnica de València, Oliver ha unito la sua carriera artistica all’insegnamento. Questa mostra, allestita nelle sale del Palau Joan de Valeriola, offre un’opportunità unica per esplorare l’evoluzione del suo discorso visivo, caratterizzato dalla denuncia e dalla riflessione sulla condizione umana.






